Thalia, l’addetta sorrisi

Quando si avvia un’attività, si pensa a molte cose: al nome, ai clienti, ai progetti da iniziare e portare a termine. Si fanno liste, si rivedono i piani, si dorme poco.

Se c’è una cosa che nessuno ti dice, è che potresti ritrovarti anche una socia a quattro zampe.

La nostra si chiama Thalia, come la musa della commedia, ed è arrivata il 10 settembre 2023. Proprio in quei giorni nasceva una prima forma di yepTalks.

A Thalia non era ben chiaro cosa facessimo, ma aveva già deciso che sarebbe rimasta con noi. Non l’abbiamo assunta e non l’abbiamo cercata per il ruolo… è entrata in scena e da quel momento non è più uscita.

Potrebbe capitarvi di incontrarla per le strade di Bergamo: è una meticcia bianca a macchie nere, con una coda a spolverino che non sta mai ferma e una faccia che sembra sempre sorridente.

Ve lo garantiamo: sorride davvero.

I primi mesi

I primi mesi di yepTalks sono stati bellissimi e pieni di ansia allo stesso tempo.

Era una nuova avventura, avevamo molte aspettative ed era tutto ancora da costruire.

Il nostro studio, in uno spazio grande e storico immerso nel verde e nel cuore di Bergamo, era già una base solida: un posto con carattere e memoria. Avviare qualcosa da zero, però, porta con sé una quota di incertezza che non si riesce completamente a razionalizzare, anche quando le cose stanno andando bene.

Thalia in quei mesi era lì… stava vicino a noi, osservava, sonnecchiava sul divano, si stirava in mezzo alla stanza e giocava.

Non risolveva problemi pratici, non aiutava con le scadenze e, sfortunatamente, non aveva opinioni sulle strategie. La sua totale indifferenza per le nostre preoccupazioni, però, era stranamente rassicurante.

Oggi diciamo che è l’addetta sorrisi, non è soltanto un titolo affettuoso, entra in un posto e l’atmosfera cambia. Qualcuno la guarda, qualcun altro sorride, spesso ci si ferma un momento.

Per chi passa intere giornate tra progetti, contenuti, telefonate e relazioni con i territori, avere in ufficio qualcuno il cui unico compito è interrompere con leggerezza la routine frenetica è un privilegio che non avevamo previsto.

Con le persone, però, decide lei!

Che resti tra di noi: Thalia non è immediatamente socievole.

Quando qualcuno entra per la prima volta nello studio abbaia, prende le misure e studia la situazione da una distanza che considera adeguata.

È selettiva, non si fida subito. Chi non forza l’incontro e aspetta che sia lei a fare il primo passo, però, scopre rapidamente un’altra Thalia.

Diventa una coccolona da cui è difficile staccarsi, segue le persone da una stanza all’altra e si appoggia alle gambe di chi è seduto come se lo conoscesse da sempre.

Con lei la fiducia funziona così: non si ottiene di certo insistendo, altra grande lezione!

Poi ci sono gli altri cani

Con loro è completamente diversa, la cautela sparisce e lascia posto a un’energia immediata: corre, annusa, gioca e si lancia nelle presentazioni senza esitazioni.

Ed è grazie a questo che è successa una cosa che non avevamo previsto.

Nei parchi abbiamo cominciato a conoscere persone che già li frequentavano, parlando prima del nostro cane, poi del loro cane e infine di altro.

Cosa fate? Come si chiama il progetto? Di cosa si occupa yepTalks?

Alcune persone incontrate così sono diventate clienti, collaboratori, amici del progetto. Oggi fanno parte, in modi diversi, di questo percorso.

Non c’è niente da replicare in tutto questo, nessun processo da inserire in una strategia e nessun format da trasformare in un piano editoriale.

È semplicemente quello che succede quando qualcosa abbatte per qualche minuto la distanza tra due sconosciuti e offre loro una ragione per parlarsi.. e Thalia è molto brava in questo.

Succede anche quando lavoriamo!

Agli eventi e ai sopralluoghi sta vicino a noi, osserva, studia la situazione.

Quasi sempre qualcuno si ferma, si abbassa per accarezzarla e chiede come si chiama. Alla fine, inevitabilmente, racconta anche del proprio cane, così la conversazione cambia registro.

Si continua a parlare di lavoro, ma entra qualcos’altro. Le persone smettono per qualche minuto di essere soltanto ruoli, incarichi, organizzazioni.

Thalia ci ricorda ogni giorno che non sempre tutto deve essere una strategia pre impostata. Sta lì, curiosa, presente, con la sua coda a spolverino sempre in movimento.

Dovremmo ricordarci tutti di vivere più con leggerezza, perché alla fine non tutto è un’urgenza.